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giovedì 15 ottobre 2009

OpenOffice.org passa a Mercurial


La comunità OpenOffice.org (OOo) che sostiene lo sviluppo della suite per ufficio open source ha recentemente annunciato che la gestione del codice sorgente(source code management) sarà gestita da Mercurial. Mercurial è un sistema completamente decentralizzato, ciò significa che non ha il concetto di repository centrale. In questa maniera gli utenti sono liberi di organizzare la propria topologia per condividere le modifiche. Gli sviluppatori del progetto ritengono che Mercurial rispetto ad altri strumenti di distribuzione del codice sorgente come ad esempio Git o Bazaar e a aderente alle esigenze complessive di OOo in quando offrè facilità d'uso,flessibilità e prestazioni. Secondo l'annuncio, il codice di sviluppo DEV-300 passerà per primo a Mercurial e in seguito anche il codice di sviluppo DEV-OOO320. Il primo cambiamento si verificherà "intorno al 26 ottobre". Infine per saperne di piu, consiglio di seguire la mailing list di OOo nelle prossime due settimane.

http://mercurial.selenic.com/wiki/

sabato 19 settembre 2009

Puppy Linux 4.3


Puppy Linux è una distribuzione GNU/Linux LiveCD sviluppata da Barry Kauler, che si basa sulle dimensioni molto piccole, la portabilità, la leggerezza e la notevole semplicità d'uso. Recentemente è stata rilasciata la Versione Puppy Linux 4.3 con una dimensione di circa 110 mbytes. Puppy Linux 4.3 utilizza la versione 2.6.30.5 del kernel linux che include il supporto stabile al file system ext4. Inoltre è disponibile lo strumento BootFLASH per l'installazione di Puppy Linux su unità flash USB e applicazioni Linux DVB. Il nuovo sistema dispone di un nuovo processo di generazione del sistema operativo che permette la creazione di immagini di Puppy Linux personalizzate utilizzando i pacchetti di qualunque distribuzione. Nel forum Puppy Linux diversi utenti hanno già iniziato a lavorare su Dpup, un sistema Puppy composto da pacchetti Debian. Infine è possible consulatare le note di rilascio per avere maggiori dettagli.

http://www.puppylinux.com/download/release-4.3.htm

http://murga-linux.com/puppy/

sabato 12 settembre 2009

Chrome 4.0.207.0 difesa cross-site scripting


Google ha recentemente rilasciato la nuova versione del browser Chrome 4.0.207.0. La nuova release utilizza un filtro XSS che permette di controllare ogni script prima che esso venga eseguito, verificando se lo script viene visualizzato nella richiesta che ha generato la pagina. Se la verifica non è andata a buon fine lo script viene bloccato. Secondo Chromium Developer Adam Barth, gli sviluppatori prevedono di pubblicare in un secondo momento un documento accademico che descrivono il nuovo filtro in modo più dettagliato.Maggiori dettagli sulla release sono disponibili in un post sul blog di Google Chrome stampa. Chrome 4.0.207.0 è disponibile per il download per Mac e Linux (32-bit e 64-bit). Poiché si tratta di una versione del ramo Dev, l'uso in ambienti di produzione e su macchine mission-critical non è consigliato.


http://dev.chromium.org/getting-involved/dev-channel
http://code.google.com/p/chromium/issues/entry

lunedì 31 agosto 2009

Disponibile OpenOffice 3.1.1


OpenOffice ha recentemente rilasciato la versione 3.1.1 della suite per ufficio, sotto la versione 3 della GNU Lesser General Public License (LGPLv3). Il download è disponibile sia per Windows che per Linux e Mac OS X. In questa versione sono stati corretti una serie di bug, compreso una potenziale vulnerabilità di sicurezza. Le nuove funzionaltà invece verranno introdotte nella prossima versione 3.2, di cui è prevista l'uscita in novembre.

Il team di OpenOffice raccomanda di non scaricare, almeno per il momento, da siti di terze parti la suite in quando il sito di OpenOffice è temporaneamente non disponibile.

domenica 30 agosto 2009

Multi boot OS su Internet

Il servizio web netboot.me offre un boot loader universale che può essere installato su una chiavetta USB, masterizzato su CD o su un disco floppy. Questo permette agli utenti di iniziare una selezione dei sistemi operativi su Internet utilizzando un unico supporto di avvio. Molti sistemi operativi specialmente i sistemi di installazione delle principali distribuzioni di Linux possono essere avviati direttamente via rete. Netboot.me utilizza il boot loader gPXE recuperando il menu attuale dei sistemi operativi e successivamente permette di avviare il sistema selezionato. È inoltre possibile memorizzare configurazioni personalizzate utilizzando gli URL chainload per avviare il boot loader. Un utente quindi deve solo presentare l'URL del kernel e initrd assiene con i relativi parametri richiesti. Inoltre tutti coloro che hanno preparato una configurazione di avvio interessante, sono pregati di informare gli operatori in modo che possano essere incluse nel menu di avvio e di renderla accessibile a tutti. Per il momento, l'unico diffetto è che il servizio non ha ancora raggiunto la piena maturità.

martedì 18 agosto 2009

Linux da zero


La comunità LFS ha comunicato la disponibilità della release 6.5 di Linux From Scratch, la distribuzione che consente di costruire una macchina linux partendo praticamente dal nulla e compilando ogni parte del sistema operativo(mi ricorda la mia gentoo). Questa nuova versione infatti include il Linux kernel 2.6.30.2, il GCC 4.4.1 le glibc 2.10.1., udev 1.45 e infine bash 4.0.A mio parere, l'idea di base è che installare i singoli pacchetti uno per uno porterà ad una comprensione dei meccanismi interni di un sistema Linux funzionante La guida per LFS 6.5 è disponibile come libro sul sito ufficiale.

Kernel Mode Settings


Cosa è il Kernel Mode Setting? “Il Kernel Mode Setting è una funzionalità che consente di impostare la risoluzione dello schermo e la profondità del colore (il numero di bit utilizzati per rappresentare un singolo pixel grafico), così come altri parametri che hanno a che fare con l’inizializzazione della parte grafica.” Implementare il KMS nel Kernel Linux significa configurare all’avvio della macchina la scheda grafica secondo le impostazioni indicate dai parametri di boot. Come sappiamo lo stack grafico utilizzato per anni è diviso su più livelli, e non tutti interni al kernel: vga driver (kernel), framebuffer driver (kernel), DRM driver (kernel), X drivers (userspace), DRI e DDX driver (userspace), e altre librerie di gestione (userspace). Il Kernel Mode Setting implica lo spostare funzionalità dal layer userspace dell’X Server in quello interno al Kernel Linux. Il Kernel Linux 2.6.31 attualmente in fase di sviluppo potrebbe avere “un Kernel Mode Setting molto più maturo”. Già a partire dalla Release Candidate 1, infatti, è stato reso noto che si stanno stabilizzando il più possibile i driver ATI e nVidia in merito proprio all’utilizzo del KMS. I driver Intel invece sono stati fin da subito capaci di gestire il KMS (ndr almeno su Moblin).

I vantaggi del KMS. Il Kernel Mode Setting apporterà vantaggi a diversi livelli. Ecco i principali:

* Il controllo delle impostazioni verrà spostato e “centralizzato” nel Kernel Linux. Un solo modulo sarà coinvolto con conseguente minore ridondanza di codice, snellimento e uniformità delle procedure di gestione, nonché riduzione dei livelli software “attraversati”;

* Sarà possibile implementare “un processo di boot più fluido”, con un’unica splash grafica dall’avvio del kernel fino all’entrata nel desktop grafico, e senza reset del monitor o riscalature grafiche;

* La gestione “del suspend e del resume” dell’hardware grafico avverà tutta nel kernel, anche in questo caso il tutto risulterà più veloce e snello;

* Sarà possibile eseguire un “Server X come utente non privilegiato” (No-Root X), e questo a tutto vantaggio della sicurezza del sistema;

* Si potrà ipotizzare la scrittura di “un nuovo driver del framebuffer”, più veloce e funzionale;

* Il Kernel Linux potrà gestire delle “splash grafiche di diagnostica”, per mostrare agli utenti in maniera più semplice eventuali messagi di warning (”blue penguin of death”).

Parlare tecnicamente di Kernel Mode Setting non è banale, bisogna prima di tutto sapere come il Kernel e X Server interagiscono tra di loro. Un buon punto di partenza può essere la documentazione del modulo DRI, e in particolare il Control Flow Diagram riportato sul sito ufficiale del progetto. Questo diagramma mostra i componenti che vengono usati quando l’X Server, o più in generale un applicativo grafico che usa l’infrastruttura X.Org, disegna un oggetto grafico.

I blocchi in alto corrispondono agli applicativi utente, il blocco in basso rappresenta il kernel e l’hardware grafico, nel mezzo trovate una serie di blocchetti che corrispondo alle librerie e ai demoni coinvolti nell’operazione di Rendering. Tipicamente il server X può accedere all’hardware grafico in due modi: passando per il modulo DDX o per quello DRI/DRM (Direct Rendering). Nel caso dell’accesso DDX il server X usa questo modulo come intermediario, passandogli i comandi e i dati di rendering. Il modulo DDX a sua volta accede all’hardware grafico passando o meno per il kernel. Nel caso dell’accesso DRI/DRM invece il server X, o chi per esso, comunica direttamente con l’hardware grafico, eliminando un passaggio e accelerando il tutto (meno copie di dati, e accesso diretto alla RAM mappata). In questo caso la libreria DRI in userspace si interfaccia col driver DRM in kernel space che gli fornisce l’accesso desiderato. Il principale componente che lavora sul KMS è il driver DRM, che ora implementa delle nuove IOCTL per l’accesso da user space, cioè da parte degli applicativi grafici. La riscrittura del driver DRM ha comportato una revisione delle librerie in user space, è nata così la libreria DRI2. Il modulo DDX, come si può apprendere anche dal Wiki di X.Org, è stato snellito di molto. Il processo di boot cambia. All’avvio la gestione dell’inizializzazione grafica verrà fatta dal Kernel, mentre l’X Server dovrà eventualmente preoccuparsi solo di impostare i corretti parametri, cioè risoluzione, profondità di colore, frequenza di refresh, e così via. Ovviamente se i parametri impostati dal Kernel Linux sono gli stessi usati dall’X Server allora la reimpostazione non sarà necessaria e questo a vantaggio dell’utente finale che non accuserà il passaggio dall’uno all’altro gestore grafico. Un’altra piccola rivoluzione che il Kernel Mode Setting si porta dietro ed è quella del No-Root X, ovvero dell’X Server eseguito come utente non privilegiato. Da quel che sembra l’X Server ha bisogno dei diritti di root per 5 motivi:

1. I/O probing;
2. tty/VT probing e controllo;
3. invocazione di IOCTL del driver DRM;
4. PCI probing;
5. Gestione input;

Di questi cinque punti quelli che più bloccano l’esecuzione di X come utente non root sono il primo, il terzo e il quarto; il KMS sembra sbloccarli. Per i punti 2 e 5 esistono delle soluzioni alternative a quelle attuali, e che passano per librerie wrapper e il sistema di sicurezza PAM. Per saperne di piu , vi rimandiamo alla documentazione del Kernel Linux per una comprensione piu approfondita. Gli utenti Ubuntu al momento possono seguire due strade. Possono provare ad installare un kernel 2.6.30 secondo quanto indicato sul Wiki, e questo dovrebbe andare bene per chi ha una scheda grafica Intel. Gli utenti che hanno una scheda grafica nVidia o ATI possono invece utilizzare una delle due spanshot di Ubuntu 9.10 rilasciate dal team “xorg crack pushers” sui canali PPA di Canonical. Occhio, Ubuntu non ha ancora un supporto completo al KMS. Chi invece vuole usare il KMS di Moblin deve semplicemente allinearsi all’ultima versione di questa distribuzione e installarla ovviamente su un dispositivo compliant, il che vuol dire su una macchina con Intel Atom e processore grafico Intel.

venerdì 7 agosto 2009

L'open source come una minaccia?

Con l’ultimo bilancio Microsoft si è resa conto di una caduta dei profitti. Fra le cause viene citato anche il movimento open source tra cui Red Hat e Canonical, sono tra i motivi che hanno causato una perdita di profitti di una buona fetta di mercato. Il «pinguino» Linux gira su milioni di personal computer, telefoni cellulari, console per videogiochi. Lo usano i governi perché costa meno e le aziende perché è più solido di Windows. Per Steve Ballmer (il grande capo di Microsoft) è «un cancro», ma molti imprenditori ormai ne sfruttano le possibilità. Alla fine si chiude affermando che più l’open source guadagna mercato e più calano le vendite per Microsoft. Forse questa è la volta buona per una netta vittoria della comunità opensource contro Windows che regna incontrastato gia da diversi decenni?

mercoledì 8 luglio 2009

Google ChromeOS: Sarà un sistema operativo efficente?

Google ha appena annunciato la nascita di un suo sistema operativo, estremamente leggero e veloce, che prende il nome di Google Chrome OS, futuro concorrente del dominatore Windows. L’obiettivo principale è di essere un sistema operativo che funzioni al meglio su alcuni modelli di computer portatili di ultima generazione pensati per gli utenti che hanno bisogno di lavorare e accedere a internet in mobilità. Chrome OS è basato principalmente su un nuovo tipo di panorama informatico, nel quale i computer sono sempre più rivolti a internet. Inoltre Google os è in stretta concorrenza con Microsoft Office e Internet Explorer, realizzando cosi propri programmi per la videscrittura, il calcolo, la navigazione in rete. Google assicura che il sistema non andrà in conflitto con Android, si tratta infatti di due sistemi operativi pensati per differenti utilizzi. Android continuerà ad equipaggiare smartphone e cellulari di ultima generazione, mentre Google Chrome OS sarà dedicato agli utenti che vogliano un sistema operativo veloce, stabile e sicuro che in pochi secondi permetta di utilizzare i servizi Web. Poichè Chrome OS avrà un cuore Linux, potrà essere usato sia sui portatili che sui computer desktop più potenti, oltre che in piattaforme ARM. La notizia piu bella è che Google Chrome OS sarà interamente open source e basato sul kernel Linux, ma al momento non sono stati indicati repository che permettano di scaricare delle versioni preliminare di Google OS, tuttavia il team di Google assicura che entro il 2009 il codice sorgente sarà rilasciato e la comunità open source potrà contribuire al progetto. A maggio 2009, secondo i dati forniti da NetApplications, Windows era presente in oltre l'87 per cento dei pc. Al momento, il concorrente più significativo è il Mac OS X, con il 9,8 per cento. I vari sistemi operativi Linux si dividono attualmente circa l'1 per cento del mercato. Ma presto google OS conquistera una buona fetta di mercato e forse questa è la volta buona per una netta vittoria della comunità opensource contro Windows che regna incontrastato gia da diversi decenni.